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Archivio per Marzo, 2009

Leonardo cerca una connessione decente…

Si chiama Leonardo la persona che ha ispirato il primo racconto di Faccialibro Tales. Voglio aprire con lui perchè l’idea di questo blog nasce proprio da un suo stato pubblicato su Facebook un pò di tempo fa. Accanto al suo nome e cognome c’era scritto: “Leonardo cerca una connessione decente…con l’esistenza”. Ho letto ed immaginato. E questo post è il risultato dei miei pensieri, ovviamente frutto della fantasia, ripensando a Leonardo e a ciò che aveva scritto. Buona lettura,

Simona

1971 FENDER TELECASTER da vintageguitarz.

Erano ore che Leonardo cercava una connessione decente. Davanti al suo MAC appena comprato e con i tre cellulari buttati alla rinfusa sulla scrivania, meditava come poterla trovare. Skype si illuminava di messaggi ai quali non avrebbe risposto e le righe orizzontali del suo maglione gli aprivano vie infinite di tormenti. Dette un’occhiata fugace alla sua chitarra, una Fender Telecaster del 75 appoggiata sulle lenzuola del letto disfatto. Gli aveva fatto compagnia durante una notte nella quale non era stato buono a chiudere occhio ma proprio quella stessa notte era riuscito a partorire il suo pezzo migliore. Ancora non aveva deciso come l’avrebbe chiamato e quella ricerca del titolo, l’aveva reso un po’ inquieto. Sorseggiava qualche goccio di prosecco svanito, rimasuglio di qualche sera prima, dopo una serata di baldoria con gli amici. Scese giù veloce dalla gola e calò diretto nello stomaco, depositandosi sul fondo. Sentì uno strano senso di vuoto e l’eco degli accordi rimpastati qualche ora prima, mentre con il plettro animava suoni scordati. Guardò la sua immagine riflessa nel mega schermo del Mac e notò che i capelli avevano risentito nuovamente dell’umidità, increspati e inviperiti come serpi sulla testa di Medusa. Così provò a stirare i due ciuffi che gli ricadevano sugli occhi, tirandoli con il pollice e l’indice uniti. Della connessione invece neppure l’ombra. Ancora troppo rallentata. A volte sembrava che fosse riuscito quasi a ripristinarla ma quando provava a collegarsi ecco che crollava nuovamente. Così decise semplicemente di aspettare, afferrò una matita, prese il primo foglio bianco a portata di mano e buttò giù qualche fumetto per ingannare il tempo. Giocò con le linee e i contorni, riempì di nero qualche spazio e sfregò di lato la matita per i chiaroscuri. Le note nella sua testa, però, risultavano ancora troppo indecise. La connessione era stata perfetta tutta la notte, ma quella mattina l’aveva proprio dannatamente abbandonato. Inspiegabilmente abbandonato. Era stata pressochè perfetta mentre suonava e la sua voce l’aveva sentita micidiale, uscire profonda e disperdersi in armonia con le pareti della stanza. In quella notte il suo mondo era lì. Tra il pc, i muri intrisi di pensieri, la sua Fender e qualche parola che si era data una stretta di mano con la musica. Non avrebbe desiderato altro. E si era sentito Dio. Ma quella fottuta mattina aveva perso di nuovo la connessione. “Riuscirò mai a trovarla, a mantenerla costante, equilibrata?” – si chiese mentre sentiva l’inquietudine infilarsi alle pareti delle sue interiora. E mise di nuovo mano al computer alla ricerca della sua connessione decente…con l’esistenza.

Il Leonardo del racconto vi ha incuriosito? Andate a scoprire quello vero!

Stefano ha un dubbio esistenziale: X-Factor o la finale di Amici?

Stefano passò tutto il pomeriggio con un dubbio che gli arrovellava il cervello: quella sera, dopo essersi spaparanzato sul divano di casa, con le gambe appoggiate al tavolino e gli urli di sua moglie che oramai, dopo dieci anni risuonavano come cantilene di traffico negli orecchi, dopo aver bevuto il caffè bollente, corretto con un goccio di Fernet Branca che l’aiutava a digerire, dopo aver chattato una buona mezz’ora sul portatile – almeno fino alle 21 e 20 – rimbalzando con un occhio su Facebook e l’altro puntato sull’Uno per vedere come andavano a finire i “pacchi” e scoprire se quella disgraziata della Toscana fosse riuscita a vincere i benedetti cinquecentomila euro – che le avrebbero consentito di non pensare più al mutuo – rimaneva incerto solo su un particolare: cosa avrebbe visto quella sera alla tv dopo il preserale? X-Factor o la finale di Amici?

amiciIl talent show con Morgan innamorato della Corvaglia o il programma della conduttrice, autrice, produttrice la tuttologa vincente Maria De Filippi ? Eh, quello era davvero un bel dubbio. Neppure il Fernet , buttato giù in dose sostanziosa da sua moglie nel caffè, l’aveva aiutato. Dapprima si era detto che forse lo zapping poteva essere una soluzione ma non ne era poi molto convinto. “Marisa ma tu cosa guarderesti?” –chiese, mentre la donna finiva di sparecchiare in silenzio. Lei lo guardò fisso negli occhi ma non rispose. “Allora? – insistette Stefano- non mi sei mai di aiuto. Per una volta che ti chiedo un consiglio…”.

Marisa si sfregò le mani sul grembiule che sapeva di bucato, passò bene il panno tra le dita per assicurarsi che fossero ben asciutte quindi si avvicinò al consorte, già con il telecomando in mano e la testa alla tv. Appoggiò un piede sul tavolino rimanendo perfettamente di fronte a Stefano. “Sei un idiota – gli disse- tu e quella maledetta scatola parlante. Tu vaiaffanculo insieme ad Amici e X Factor, tu e i tuoi commenti sulle estensioni di capelli della Ventura e il seno che le sta per scoppiare da un momento all’altro, tu e tutti quei messaggi che mandi, con il cellulare pagandoli un euro, dico un euro, per far vincere il tuo preferito. Sai che facciamo ora? Te lo levo io il dubbio – continuò Marisa urlando fuori di senno, mentre sventolava il grembiule sulla faccia intontita di Stefano.


x_factorCorse in camera del loro primogenito Lothar, nome che gli derivò dall’amore incondizionato di Stefano per Matthaus e l’Inter di fine anni ottanta. La chitarra del figlio era lì, in bella vista, appoggiata di sbieco vicino al letto. L’afferrò e come in preda ad un raptus incontrollabile Marisa tornò in sala, dirigendosi minacciosa verso Stefano. La scena successiva ebbe il sapore nevrotico di un film . Non volarono piatti, sarebbe stato troppo evocativo. La cara Marisa ebbe piuttosto voglia di distruggere la chitarra a suon di colpi contro il tavolino.

Lo strumento volò in aria colpendo i lampadari di cristallo che le aveva regalato sua madre per le nozze, si scagliò contro le cornici d’argento sul tavolo che rovesciò senza rispetto né per i vivi, né tantomeno per i morti, sbatté impazzita sui cuscini del divano come un battipolvere con il motore. Marisa ansimava, con il fiato che le era venuto a mancare e il cuore che le stava scoppiando dentro allo sterno.

Stefano non si era mosso di un centimetro, impietrito davanti allo spettacolo inatteso che gli aveva messo su la sua Marisa e che non gli aveva consentito di vedere se la Toscana avesse vinto o no i cinquecentomila euro. Si alzò dal divano e si avvicinò sorridente e disse, radioso a sua moglie, prima di tornare a sedersi. “Amore, peccato che non sai cantare. Tu si che hai l’X Factor!” . E, carico di adrenalina, puntò il telecomando dritto sul Due.

Lo stato di Stefano su Facebook mi ha ispirato questa scena di vita, ribadisco, assolutamente immaginaria.

Stefano è anche uno dei miei blogger preferiti…quindi, se volete conoscerlo davvero cliccate sui suoi “Sfoghi Virtuali”, il blog.