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Telefonata al paradiso

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Guardo in cielo e poi a terra, a ovest ed est, nord e sud. Sotto le mie scarpe stanche dopo ore di attesa, tra il posto sull’Eurostar che mi riporta verso casa. Non so di preciso dove siete ma io vi cerco. Non so dove si va a finire quando si muore ma lo so che state da qualche parte. Non so se mi sedete accanto in questo tardo pomeriggio di settembre, se mi guardate dal finestrino del treno, se oggi eravate con me in quella stanza di giudici. Avrei bisogno di un dannato numero di telefono, di una via e una città , di un codice postale o  un indirizzo IP per mettermi in contatto con voi. Solo un banalissimo contatto. Possibile che non ci sia? Ho chiamato diecimila numeri al cellulare per condividere la mia gioia ma una stretta di niente crudele come nessuna si è fatta strada nello stomaco. Mi ha dilaniato come una bomba che non puoi prevedere, mi ha gettato lontano dalla felicità. Avrei voluto avervi qui, vicino a me. Con quei tre sorrisi che sorridevano sempre, quegli occhi vivaci che sapevano resistere anche alle cattive notizie. Oggi sareste stati felici più di me. Vaffanculo alla tecnologia se quando serve davvero non ti aiuta mai. Me ne frego di poter navigare in internet smuovendo semplicemente gli occhi, di trovarmi il mondo dentro al cellulare, di avere centomila canali a disposizione su Sky. Volevo solo un numero per chiamare il paradiso ma quaggiù, ancora, non l’hanno trovato…

2 Risposte a “Telefonata al paradiso”


  1. 1 cristina

    Lassu’ dove adesso vivono non hanno bisogno della tecnologia per farsi sentire….loro ci sono, sono vicino a te e, anche il 15 settembre ti erano accanto per proteggerti come sempre hanno fatto, sia qui, che fra le nuvole…
    Un bacio Mamy

  2. 2 daniele

    Conosco bene quel bisogno dello stesso numero di telefono. A volte basterebbero due chiacchiere, mica di più. “Ciao, come stai, visto che va tutto bene…”. Oppure, anche: “Sì hai ragione, ho fatto una cazzata. Ne farò altre…”. Altre volte sei talmente oppresso dal fatto che quella telefonata non la puoi fare, che non ti basta neppure la felicità  di chi ti sta intorno. E’ così, ci si può fare poco, se non imparare a convivere con il vuoto di quelle assenze. Loro – quelli del numero di telefono impossibile… – oltretutto mal sopporterebbero di vedere velati dalla malinconia, la felicità di successi meritati, costruiti con la fatica e l’onestà .

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